PEFC Italia presenta il Rapporto 2026 nel quale fotografa un 2025 di consolidamento della certificazione forestale sostenibile in Italia, sia nella gestione dei boschi sia lungo le filiere di trasformazione.La gestione forestale sostenibile in Italia non è più una nicchia ma un’infrastruttura in espansione. Il Rapporto Pefc 2026 fotografa un settore che cresce nei numeri e nel peso economico e ambientale, dalla tutela della biodiversità all’energia da biomasse, fino all’edilizia.
A fine anno la superficie forestale certificata PEFC raggiunge 1.124.507,48 ettari, con un aumento di 63.447,98 ettari rispetto al 2024 (+6%), superando in modo stabile la soglia di 1,1 milioni di ettari, mentre le aziende con certificazione di Catena di Custodia (CoC) salgono da 1.585 a 1.735 grazie a 183 nuovi ingressi, pari a un incremento dell’11,5%, il secondo miglior risultato di sempre per nuove imprese certificate in un singolo anno.
Tre nuove regioni nella certificazione forestale
Nel 2025 entrano inoltre per la prima volta nel sistema della certificazione forestale tre nuove regioni, Campania, Puglia e Molise, un passaggio che PEFC legge come segnale di crescita strutturale del sistema e di coinvolgimento positivo di territori, imprese e filiere in un quadro rafforzato anche dagli effetti delle politiche pubbliche, in particolare dei Criteri Ambientali Minimi nell’edilizia, e dal rispetto delle direttive europee.A sostenere questo quadro, il rapporto segnala anche il quasi raddoppio delle superfici interessate dalla certificazione dei servizi ecosistemici rispetto al 2024 e il forte aumento delle aziende che producono energia da legno e materiale cellulosico, cresciute dell’85,7% nel corso dell’anno.
La classifica delle foreste certificate PEFC
Sul piano territoriale, nel 2025 sono 16 le regioni con almeno una foresta certificata PEFC; il Trentino-Alto Adige resta primo con 597.729,69 ettari, seguito dal Piemonte con 103.113,89 ettari e dal Friuli-Venezia Giulia con 102.187,85 ettari.L’estensione del sistema alle nuove regioni è avvenuta il 27 agosto in Campania con i 6.063 ettari della Comunità Montana Bussento-Lambro e Mingardo (Salerno), il 7 ottobre in Puglia con i primi 65,8 ettari certificati a Foggia e il 17 novembre in Molise con il Consorzio Forestale Matese, 4.418,74 ettari in provincia di Campobasso.
Nel complesso, le superfici certificate si distribuiscono per 1.000.442,69 ettari nel Nord, 108.490,08 nel Centro e 14.086,90 tra Sud e Isole.
PEFC segnala anche il sorpasso del Piemonte sul Friuli-Venezia Giulia e una crescita diffusa, particolarmente evidente nel Centro Italia.
Sul fronte dei servizi ecosistemici, nel 2025 sono state rilasciate otto nuove certificazioni, quattro per il carbonio, tre per il turismo e una per l’idoneità al benessere in foresta; il totale dichiarato sale a 39 certificazioni, con 22 per la funzione climatica, 8 per la funzione turistico-ricreativa, 4 per la funzione salutistica e del benessere e 3 per biodiversità.
L’edilizia si conferma settore trainante per effetto dei CAM e della domanda di materiale certificato nei cantieri pubblici; crescono soprattutto infissi (+28%), carte per ufficio, grafiche e speciali (+24,6%), imballaggi in legno (+23,8%) e pallet (+23,1%).
Le aziende che producono energia da legno e materiale cellulosico arrivano a 13 (+85,7%), un andamento potenzialmente legato al regolamento RED III e all’avvio della certificazione volontaria PEFC RED III riconosciuta dalla Commissione europea.
Per numero di imprese CoC guida il Veneto con 356 aziende, davanti a Lombardia (284) e Trentino-Alto Adige (251); il maggior incremento annuo è ancora del Veneto (+38), seguito da Piemonte (+32) e Lombardia (+24).
Nel Centro primeggia la Toscana, con 98 imprese e il contributo principale alla crescita annua, mentre nel Mezzogiorno spicca la Sicilia con 8 nuove aziende certificate.
«La certificazione Pefc non è soltanto uno strumento di garanzia, ma un fattore abilitante per l’evoluzione delle filiere forestali e industriali verso modelli sempre più orientati alla sostenibilità e alla trasparenza delle catene di approvvigionamento, in conformità agli obblighi europei» , spiega il segretario generale di Pefc Italia Antonio Brunori.
E precisa: «In un contesto in cui la gestione responsabile delle risorse forestali assume un ruolo sempre più centrale nelle politiche ambientali e climatiche, la certificazione rappresenta un supporto concreto per accompagnare imprese e territori in un percorso di qualificazione delle filiere e di valorizzazione dei benefici ambientali, economici e sociali generati dalle foreste gestite in modo sostenibile».