L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato il 2025 Annual Report on Emerging Risks and Horizon Scanning Activities un documento che ogni azienda della filiera agroalimentare – dalla produzione al packaging, dagli integratori all'acquacoltura – dovrebbe leggere con attenzione.Il rapporto fotografa i rischi individuati nel 2025 e anticipa le tendenze che potrebbero tradursi in nuove normative o controlli nei prossimi anni.
I numeri del 2025
Nel corso del 2025 EFSA ha preso in considerazione 55 temi, 43 dei quali sono stati sottoposti ad analisi approfondita e 25 valutati attraverso processi strutturati con il coinvolgimento dell’Emerging Risks Exchange Network (EREN) e dello Stakeholder Discussion Group on Emerging Risks (StaDG-ER).L’analisi ha portato all’identificazione di quattro rischi emergenti, mentre per numerose altre questioni sono state evidenziate informazioni ancora insufficienti per arrivare a una conclusione definitiva.
I quattro rischi emergenti confermati: implicazioni dirette per le imprese
Materiali bio-based e biodegradabili per il contatto alimentare (FCM)
L'aumento dell'uso di materiali di origine naturale in imballaggi e contenitori può introdurre contaminanti, residui di pesticidi, allergeni e miscele complesse difficili da caratterizzare. Chi produce o utilizza packaging "green" dovrebbe rivedere fin da ora i propri dossier di conformità, poiché le regole di verifica sono ancora poco sviluppate e i controlli potrebbero inasprirsi.Acido bongkrekico negli alimenti fermentati
Un caso mortale legato a fermentazione domestica ha riacceso l'attenzione sulla sicurezza dei prodotti fermentati anche in Europa. Le aziende del settore fermentati/etnico-food dovrebbero rafforzare i controlli di processo e la formazione, in previsione di possibili campagne di sensibilizzazione e monitoraggio da parte delle autorità.Uso illecito del Cafodos come conservante del pesce
Una sostanza (citrato di sodio + perossido di idrogeno) usata per mascherare il deterioramento del pesce e nascondere la presenza di istamina.Nuove tecniche analitiche (spettroscopia Raman, NIR, approcci multi-omici) renderanno più facile individuare le frodi: importatori e distributori del comparto ittico devono attendersi controlli più mirati sulle filiere a rischio.
Resistenza ai farmaci antiparassitari
Legata a cambiamento climatico, uso eccessivo di antielmintici e gestione del pascolo, con perdite economiche significative per gli allevamenti. Il settore zootecnico è invitato a monitorare i protocolli di trattamento e a valutare alternative non chimiche.Segnali da tenere d'occhio (horizon scanning)
Oltre ai rischi confermati, il rapporto segnala tendenze di più lungo periodo rilevanti per il business:- Proteine progettate con l'intelligenza artificiale: l'AI può generare proteine sintetiche capaci di eludere gli attuali software di biosicurezza. EFSA ha rilevato lacune metodologiche su allergenicità, sicurezza tossicologica e valutazione nutrizionale di questi nuovi prodotti – un tema cruciale per startup e aziende di biotecnologie alimentari.
- Revisione della normativa UE su imballaggi e rifiuti (PPWD e WFD): nuove valutazioni riguarderanno biopolimeri marini e sostanze non intenzionalmente aggiunte nei materiali riciclati a contatto con alimenti.
- Integratori a base vegetale: oltre 1.000 sostanze vegetali nel Compendio Botanico EFSA presentano potenziali criticità tossicologiche predette ma non ancora confermate sperimentalmente – produttori di integratori dovrebbero seguire da vicino l'evoluzione di questo dossier.
- Arsenico inorganico nelle bevande vegetali a base di riso, con raccomandazioni precauzionali per i bambini sotto i 6 anni.
- Cesio-137 in prodotti ittici importati dall'Indonesia, con richiamo dal mercato USA: un caso che ricorda l'importanza della tracciabilità nelle importazioni extra-UE.
Un nuovo sistema di allerta precoce europeo
Dal 1° gennaio 2026 è in vigore il pacchetto "One Substance, One Assessment" (Regolamento UE 2025/2455), che istituisce un Sistema di Allerta Precoce (EWS) per i rischi chimici emergenti, coordinato da EEA con il contributo di EFSA, ECHA, EU-OSHA ed EMA.Le aziende dovranno abituarsi a un flusso di segnalazioni più rapido e coordinato tra agenzie europee, con possibili ricadute su requisiti di conformità e reportistica.
Cosa significa per le aziende alimentari
Il rapporto EFSA non introduce nuovi obblighi per gli operatori, ma offre indicazioni importanti per comprendere come sta evolvendo il panorama dei rischi lungo la filiera agroalimentare.Per le aziende, la capacità di intercettare precocemente nuovi pericoli diventa quindi sempre più importante.
I risultati dell’attività EFSA suggeriscono l’opportunità di mantenere aggiornati i sistemi di analisi dei pericoli e valutazione dei rischi, verificando periodicamente se innovazioni di prodotto e di processo, nuovi materiali, cambiamenti nelle materie prime e nei fornitori, evoluzioni ambientali o nuove evidenze scientifiche possano modificare il profilo di rischio dell’organizzazione.
In particolare, l’attenzione ai rischi emergenti può essere integrata nei sistemi di gestione attraverso il monitoraggio delle fonti scientifiche e istituzionali, il riesame dell’analisi dei pericoli, la valutazione dei cambiamenti nella supply chain e l’aggiornamento delle misure di prevenzione e controllo.
È proprio la presenza di numerosi segnali ancora caratterizzati da incertezza a rendere strategico un approccio dinamico: EFSA sottolinea infatti la necessità di continuare la raccolta dei dati, la ricerca mirata e lo sviluppo di sistemi di monitoraggio adattivi.
L’obiettivo è passare progressivamente da una gestione prevalentemente reattiva dei rischi a una maggiore capacità di anticipare le nuove criticità per la sicurezza alimentare.