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Zootecnia sostenibile: la FAO approva il primo piano globale

Antimicrobici, benessere animale, clima

Zootecnia sostenibile: la FAO approva il primo piano globale
Zootecnia sostenibile: la FAO approva il primo piano globale Il Comitato per l'agricoltura della FAO (COAG), riunito nella sua 30ª sessione a Roma, ha approvato il Global Plan of Action for Sustainable Livestock Transformation (GPA) — il primo quadro negoziato a livello globale dedicato a sostenere la trasformazione sostenibile del settore zootecnico.

Un quadro volontario, ma di riferimento per le politiche future

Il GPA è un framework volontario, non vincolante e guidato dai singoli Paesi, applicabile a tutti i livelli — locale, nazionale, regionale, globale — e rivolto a tutti gli attori della filiera zootecnica: produttori, cooperative, imprese di trasformazione, distributori, settore privato, organizzazioni di ricerca.

Copre l'intera catena del valore, dalla fornitura di mangimi e input fino alla trasformazione, commercializzazione e consumo.

Il piano è organizzato in 4 Aree Prioritarie, 17 Priorità Strategiche e 85 Azioni.

Ecco una sintesi organizzata per area.

Area 1 — Sicurezza alimentare, nutrizione e diete sane

Sicurezza degli alimenti: rafforzare i sistemi di controllo alimentare basati sul rischio, secondo gli standard Codex Alimentarius, e le capacità di prevenzione, rilevamento e risposta ai patogeni.

Disponibilità e accesso: colmare i vuoti di dati su consumo e disponibilità di alimenti di origine animale (TASF), sostenere produttori e piccoli agricoltori, migliorare l'accesso a mercati locali e internazionali secondo le regole del commercio multilaterale.

Diete sane: aggiornare le linee guida alimentari nazionali, promuovere campagne di comunicazione scientificamente fondate sul ruolo dei prodotti animali in diete equilibrate.

Riduzione di perdite e sprechi: sviluppare sistemi di monitoraggio, politiche e soluzioni tecnologiche per ridurre le perdite lungo la filiera zootecnica.

Area 2 — Migliori mezzi di sussistenza e crescita economica inclusiva

Accesso equo a risorse e servizi: garantire a produttori e produttrici accesso a terra, credito, tecnologie e servizi di estensione; rafforzare cooperative e infrastrutture (catena del freddo, macelli, impianti di lavorazione).
Resilienza: piani di emergenza, sistemi di allerta precoce, meccanismi assicurativi contro shock climatici ed economici.

Efficienza e produttività: sistemi di identificazione e tracciabilità animale, gestione dei mangimi, programmi di miglioramento genetico.

Lavoro dignitoso: condizioni di lavoro eque, eliminazione del lavoro minorile e forzato, protezione sociale per i lavoratori del settore.

Inclusione: coinvolgimento di donne, giovani, popolazioni indigene e comunità locali nei processi decisionali; sostegno al ricambio generazionale.

Area 3 — Salute animale con approccio One Health

Prevenzione e controllo delle malattie: sistemi di sorveglianza integrata, misure di biosicurezza, programmi vaccinali, rafforzamento dei servizi veterinari.

Uso responsabile degli antimicrobici: sorveglianza sull'uso e sull'antibiotico-resistenza, piani d'azione nazionali allineati al Global Action Plan on Antimicrobial Resistance dell'OMS, graduale eliminazione degli antimicrobici come promotori di crescita.

Benessere animale: pratiche allineate al Codice sanitario per gli animali terrestri dell'OIE/WOAH, sistemi di certificazione del benessere a livello di azienda.

Area 4 — Uso delle risorse naturali, azione climatica e biodiversità

Pascoli e rangeland: gestione e conservazione sostenibile, pianificazione partecipativa dell'uso del suolo, sostegno finanziario per pratiche innovative.

Clima: ricerca su genetica e alimentazione per ridurre le emissioni, integrazione delle misure zootecniche nei piani climatici nazionali, valutazione dei mercati del carbonio come fonte di reddito per i produttori.

Suolo e acqua: gestione integrata delle risorse, efficienza nell'uso di azoto e fosforo, corretta gestione del letame.
Bioeconomia circolare: valorizzazione di sottoprodotti (letame, pelli, scarti) in bioenergia, fertilizzanti e materiali innovativi; uso di scarti agroalimentari come mangime.

Biodiversità: attuazione del Piano d'azione globale per le risorse genetiche animali, promozione di pratiche zootecniche con impatti positivi sugli ecosistemi.

Come sarà attuato

Gli Stati membri sono incoraggiati a sviluppare Piani d'Azione Nazionali (NPA) basati sul GPA, adattati al proprio contesto.
La FAO fornirà assistenza tecnica su richiesta, mentre l'attuazione a livello nazionale richiederà quadri normativi e istituzionali dedicati, meccanismi di finanziamento (inclusa finanza mista pubblico-privato), programmi di ricerca e servizi di estensione rafforzati.

Perché interessa le aziende

Pur essendo un framework volontario, il GPA è destinato a orientare politiche nazionali, standard di filiera e strategie di investimento nei prossimi anni.

Le aziende della filiera zootecnica e agroalimentare — dai produttori ai trasformatori, fino alla GDO — faranno bene a monitorarne l'attuazione a livello nazionale ed europeo, in particolare su temi chiave come:
  • riduzione dell'uso di antimicrobici e relativi obblighi di tracciabilità;
  • requisiti di sostenibilità e rendicontazione ambientale (emissioni, gestione del suolo);
  • opportunità di finanziamento legate a bioeconomia e pratiche a basse emissioni;
  • standard di benessere animale, sempre più richiesti anche dai mercati export.

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