La tutela dei giovani nei viaggi organizzati — scolastici, educativi o culturali — è una responsabilità fondamentale per istituzioni, scuole, enti di formazione e operatori del settore.Per offrire un quadro di riferimento riconosciuto a livello internazionale, è stata pubblicata la UNI ISO 31031 norma che definisce linee guida complete per la gestione del rischio nei viaggi giovanili, sia in ambito nazionale sia internazionale.
Un quadro internazionale per gestire i rischi con professionalità
La ISO 31031 offre uno strumento organico per individuare, valutare e gestire i rischi connessi alle esperienze di viaggio dei partecipanti più giovani.Costruita su principi di diligenza (“duty of care”), la norma fornisce indicazioni pratiche per:
- effettuare valutazioni del rischio accurate in fase di pianificazione;
- definire misure preventive e piani di emergenza;
- garantire supervisione e assistenza durante tutte le fasi del viaggio;
- affrontare tempestivamente eventi imprevisti;
- promuovere inclusione e accessibilità.
Origine e sviluppo della norma
L’idea di uno standard dedicato a questo tema è nata a livello internazionale, con l’obiettivo di armonizzare approcci e buone pratiche.Nel 2019, il Comitato ISO per la politica dei consumatori (COPOLCO) ha approvato all’unanimità la proposta di elaborare uno standard specifico per la gestione dei rischi nei viaggi dei giovani.
La redazione del testo ha coinvolto un gruppo di lavoro internazionale con esperti di gestione del rischio, turismo, educazione e sicurezza, e si è avvalsa di una consultazione pubblica che ha coinvolto oltre 60 Paesi, contribuendo a rafforzare la qualità e l’applicabilità della norma.
La UNI ISO 31031 si inserisce in un quadro più ampio di strumenti per la gestione dei rischi, in linea con:
- la UNI ISO 31000:2018, che definisce principi e linee guida generali;
- la UNI ISO 31030:2021, dedicata alla gestione dei rischi nei viaggi di lavoro.
Principi guida e applicazione pratica
Al centro della norma c’è un approccio centrato sulla persona: ogni viaggio è unico perché unici sono i partecipanti, i contesti e gli obiettivi educativi.Per questo, l’analisi del rischio parte dal profilo dei partecipanti e dalle caratteristiche specifiche delle attività e delle destinazioni.
La norma affronta temi spesso trascurati, come:
- il supporto a studenti con bisogni educativi speciali o disabilità;
- la gestione delle differenze culturali;
- la comunicazione trasparente con le famiglie;
- la tutela del benessere psico-fisico dei partecipanti.
Processo di gestione del rischio
La norma propone un modello ciclico di gestione, orientato al miglioramento continuo.Le principali fasi suggerite includono:
- Impegno della leadership, con definizione di politiche chiare di gestione del rischio.
- Formazione del personale e aggiornamento delle competenze di accompagnamento e monitoraggio.
- Valutazione e pianificazione preventiva, con identificazione e analisi dei rischi specifici.
- Comunicazione con stakeholder, comprese famiglie e partner.
- Supervisione attiva durante il viaggio e capacità di adattamento alle situazioni emergenti.
- Gestione degli incidenti secondo piani definiti.
- Verifica post-evento, con raccolta di feedback e miglioramento delle pratiche.