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Beef supply chain: Food Sovereignty Fund call for proposals now open

National Quality System for Zootechnics (SQNZ) and PGI

Beef supply chain: Food Sovereignty Fund call for proposals now open
Beef supply chain: Food Sovereignty Fund call for proposals now open Sono state rese disponibili le indicazioni per la presentazione delle domande di aiuto del Fondo sovranità alimentare relative alla filiera delle carni bovine, con riferimento sia alla linea “vacca-vitello” sia alle produzioni certificate nell’ambito del Sistema di Qualità Nazionale Zootecnia (SQNZ) e delle Indicazioni Geografiche Protette (IGP).

Requisiti di accesso

L’accesso agli aiuti è subordinato al rispetto di una serie di requisiti di natura amministrativa, zootecnica e contrattuale.
Le imprese devono risultare regolarmente iscritte al registro delle imprese e disporre di un fascicolo aziendale aggiornato alla data di apertura del bando, fissata al 27 marzo 2026.

Dal punto di vista tecnico, assume un ruolo centrale la Banca Dati Nazionale (BDN), che costituisce il riferimento per la verifica della consistenza zootecnica.
capi devono risultare nati e allevati in Italia, appartenere a razze da carne o a duplice attitudine e avere un’età compresa tra i 6 e i 24 mesi al 31 dicembre 2025.
È inoltre necessario che gli animali siano presenti in allevamento alla data di riferimento e correttamente registrati.

Un ulteriore elemento richiesto riguarda l’inquadramento dell’impresa all’interno di una filiera organizzata. L’accesso al sostegno è infatti riservato a operatori che aderiscono da almeno tre anni a Organizzazioni di produttori o Consorzi riconosciuti, oppure che abbiano sottoscritto un contratto di filiera di durata almeno triennale.

È ammessa anche la partecipazione indiretta tramite cooperative o consorzi, purché supportata da un impegno di conferimento dei capi che consenta di stabilire un collegamento chiaro con il contratto di filiera principale.

Capi ammissibili e vincoli

Il quantitativo di capi che può essere effettivamente ammesso al sostegno non coincide automaticamente con quanto dichiarato dall’allevatore, ma viene determinato applicando un criterio restrittivo.
In particolare, viene preso in considerazione il valore più basso tra il numero di capi indicati nel contratto di filiera e la consistenza zootecnica registrata nella Banca Dati Nazionale (BDN) alla data del 31 dicembre 2025, come risultante dall’estrazione effettuata il 13 marzo 2026.
Questo meccanismo consente di allineare il dato contrattuale con quello ufficiale di consistenza aziendale, evitando sovrastime.

Nel caso in cui l’allevamento aderisca a un’Organizzazione di produttori riconosciuta oppure a un Consorzio di tutela riconosciuto, il criterio di determinazione rimane analogo ma introduce un ulteriore livello di verifica.

Il numero di capi ammissibili viene infatti definito come il minore tra i capi risultanti in BDN al 31 dicembre 2025 e quelli formalmente validati dall’organizzazione o dal consorzio di riferimento. In questo modo si garantisce una doppia coerenza: sia rispetto ai dati ufficiali, sia rispetto al controllo esercitato dal soggetto associativo.

È inoltre previsto un vincolo di esclusività tra le diverse linee di sostegno.
I contributi riconosciuti per la linea “vacca-vitello” non possono essere cumulati con quelli richiesti nell’ambito dei disciplinari del Sistema di Qualità Nazionale Zootecnia (SQNZ).
Di conseguenza, i capi appartenenti a un medesimo codice di allevamento (ASL) possono essere dichiarati per una sola tipologia di intervento, evitando qualsiasi sovrapposizione o duplicazione del beneficio.

Entità del sostegno

Per la campagna 2025 è concesso alle imprese agricole che si impegnano, attraverso il Contratto di filiera, al conferimento di capi un aiuto pari a:
  • 100 €/capo bovino di razze da carne o a duplice attitudine (orientamento produttivo in BDN “carne” o “misto”) che sia:  nato ed allevato in Italia nel rispetto della linea “vacca-vitello” (tipologia produttiva in BDN “linea vacca-vitello”);  presente in allevamento alla data di decorrenza del termine iniziale del periodo di presentazione della domanda di aiuto (13 marzo 2026);  che abbia un’età di almeno 6 mesi, ma non abbia superato i 24 mesi di vita alla data del 31 dicembre 2025;
  • 40 €/capo bovino di razze da carne o a duplice attitudine (orientamento produttivo in BDN “carne” o “misto”) secondo un Disciplinare riconosciuto nell’ambito del Sistema di Qualità Nazionale Zootecnia o IGP che sia: nato ed allevato in Italia (tipologia produttiva in BDN “diverse tipologie produttive”, “ingrasso”, “vitello a carne bianca”); presente in allevamento alla data di decorrenza del termine iniziale del periodo di presentazione della domanda di aiuto (13 marzo 2026); che abbia una età di almeno 6 mesi, ma non abbia superato i 24 mesi di vita alla data del 31 dicembre 2025.
L’importo unitario dell’aiuto è determinato in base al rapporto tra l’ammontare dei fondi stanziati ed il numero totale di capi per la quale è stata presentata domanda di aiuto.

La dotazione finanziaria massima complessiva per entrambe le filiere oggetto di sostegno è di 4,75 milioni di euro: in caso di superamento delle disponibilità complessive, Agea procederà ad applicare una riduzione dell’aiuto previsto mediante l’adozione del taglio lineare.

Presentazione delle domande e iter istruttorio

Le domande di aiuto devono essere presentate tramite il sistema informativo SIAN, esclusivamente con il supporto di un Centro di Assistenza Agricola (CAA), nel periodo compreso tra il 27 marzo e il 30 aprile 2026.

Sono disponibili modelli precompilati (qui) contenenti le principali informazioni anagrafiche e zootecniche, che il richiedente è chiamato a integrare con i dati relativi al contratto di filiera, inclusi i riferimenti delle controparti e il numero di capi oggetto dell’accordo.

L’istruttoria si articola in una serie di controlli volti a verificare la completezza e la coerenza delle informazioni fornite. Tra gli aspetti oggetto di verifica rientrano la regolarità del fascicolo aziendale, la validità dei contratti di filiera, l’unicità della domanda e la corretta identificazione bancaria del beneficiario.

Subentri e stabilità contrattuale

Un aspetto di rilievo riguarda la gestione dei subentri. In caso di trasferimento d’azienda, è ammessa la continuità dei contratti di filiera già stipulati, in linea con quanto previsto dal codice civile.

Diversamente, modifiche sostanziali dell’assetto contrattuale, come il cambio della destinazione produttiva o la cessazione dell’attività di trasformazione, possono compromettere l’accesso al sostegno.
È inoltre previsto l’obbligo di comunicare tempestivamente ad Agea eventuali variazioni contrattuali, al fine di garantire la trasparenza e la tracciabilità del sistema.

Pagamenti e tracciabilità finanziaria

L’erogazione degli aiuti è subordinata al completamento dei controlli amministrativi e avviene esclusivamente tramite accredito su conto corrente intestato al beneficiario.
La corretta indicazione dell’IBAN rappresenta un requisito essenziale per la validità della domanda, mentre per le operazioni internazionali è richiesto anche il codice BIC. Il sistema di pagamento si inserisce nel quadro normativo europeo sulla tracciabilità finanziaria, che attribuisce piena responsabilità al beneficiario in merito alla correttezza delle coordinate bancarie.

Istruzioni Operative n. 28 del 27.03.2026 

(Fonte: Silvia Fiorani, https://www.ruminantia.it/)

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