Il MASE ha reso noto, attraverso la pubblicazione di un nuovo DM 18/12/2025, l’avvio del secondo Bando nazionale volto a finanziare i progetti dedicati alla valutazione dell’impronta ambientale dei prodotti.Tale operazione si inserisce nell’ambito dello Schema volontario “Made Green in Italy”, istituito con il DM n. 56/2018, per promuovere la certificazione ambientale su base scientifica delle produzioni italiane.
Finalità del Bando
Il bando ha l’obiettivo di promuovere la sostenibilità e la competitività dei prodotti Made in Italy attraverso la misurazione scientifica delle loro prestazioni ambientali lungo l’intero ciclo di vita.In particolare, il contributo sostiene i produttori italiani di beni e servizi nella realizzazione di studi di impronta ambientale (PEF – Product Environmental Footprint) conformi alle Regole di Categoria di Prodotto (RCP) definite dal MASE, in coerenza con i criteri stabiliti a livello europeo.
Lo schema “Made Green in Italy” si propone di:
- valorizzare i prodotti nazionali che si distinguono per ridotto impatto ambientale;
- favorire la trasparenza ambientale nei confronti dei consumatori;
- incoraggiare l’adozione di modelli produttivi sostenibili e orientati all’economia circolare.
Dotazione finanziaria e contributo previsto
La dotazione complessiva del bando ammonta a € 114.000,00, destinata al finanziamento di progetti presentati da imprese aventi sede in Italia.Per ciascuna proposta progettuale ammessa è previsto un contributo a fondo perduto fino a un massimo di € 7.750,00.
Gli aiuti sono concessi nel rispetto del Regolamento (UE) n. 2023/2831 relativo al regime “de minimis”, che stabilisce un limite complessivo di € 300.000 di aiuti percepibili da ciascuna impresa in tre esercizi finanziari.
Il contributo non è cumulabile con altre agevolazioni, nazionali o comunitarie, riferite alle stesse voci di spesa.
Beneficiari del Bando
Possono accedere al contributo i produttori di beni o servizi Made in Italy, come definiti all’articolo 60 del Regolamento (UE) n. 952/2013 (Codice doganale dell’Unione), che rispettano i requisiti previsti dal D.M. 56/2018.I prodotti oggetto di progetto devono essere classificabili come “Made in Italy” e disporre, al momento della presentazione della domanda, di Regole di Categoria di Prodotto (RCP) in corso di validità, consultabili sul sito del Ministero.
Sono invece esclusi i soggetti che:
- abbiano ricevuto revoche di agevolazioni nei due anni precedenti (salvo rinunce volontarie);
- non abbiano restituito somme dovute a seguito di revoca di precedenti finanziamenti.
Spese ammissibili
Rientrano tra le spese ammissibili al contributo:- consulenze tecniche per la valutazione dell’impronta ambientale dei prodotti;
- verifiche indipendenti da parte di enti terzi accreditati per lo schema “Made Green in Italy” (quale CSQA);
- acquisto di strumentazione e servizi funzionali al progetto, inclusi software, licenze e banche dati ambientali.
Non sono ammesse spese per personale interno, tasse, imposte o spese antecedenti l’avvio del progetto.
Criteri di ammissibilità e valutazione
Le proposte saranno considerate ammissibili se:- il soggetto richiedente è tra quelli previsti dal D.M. 56/2018;
- la documentazione è completa e conforme ai modelli ministeriali;
- il progetto riguarda prodotti con RCP in corso di validità;
- gli obiettivi e le metodologie sono coerenti con i principi dello schema “Made Green in Italy”.
L’esito sarà pubblicato sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Durata e attuazione dei progetti
I progetti ammessi devono essere realizzati entro 7 mesi dalla data di accettazione del contributo, che avviene tramite comunicazione PEC. È possibile richiedere una proroga di massimo un mese, solo per motivi non imputabili al beneficiario.Erogazione del contributo
Il contributo sarà corrisposto entro 60 giorni dalla presentazione della richiesta di pagamento, da effettuarsi entro 20 giorni dalla conclusione delle attività.Alla richiesta dovranno essere allegati:
- relazione finale sulle attività svolte;
- copia delle fatture e dei pagamenti effettuati;
- documentazione prevista dall’Allegato B;
- elenco riepilogativo dei costi sostenuti.
Revoche e controlli
Il contributo potrà essere revocato in caso di:- dichiarazioni false o incomplete;
- mancata realizzazione del progetto;
- cumulo con altri aiuti per le stesse spese;
- perdita dei requisiti di ammissibilità.
I beneficiari dovranno conservare per almeno 5 anni tutta la documentazione originale relativa al progetto.